ELOGIO DELLA LENTEZZA

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Regia e drammaturgia: Alberto Cavalleri
Ass. regia: Vidoolah Mootoosamy
In collaborazione con: Daniela Airoldi Bianchi del Teatro Officina
Luci: Beppe Sordi
Foto: Angelo Lo Buglio
Produzione: Ananke Arts / Teatro Officina

In un piccolo teatro dismesso e quasi fuori dal tempo, un gruppo di anziani viene convocato per partecipare ad un misterioso “Regeneration Program”: in un’ora gli viene chiesto di eseguire una serie di istruzioni, provocatorie e irriverenti, provenienti da un beffardo distributore automatico. Le istruzioni li costringono a fare i conti con loro stessi, con la propria forza o fragilità, a proiettarsi nel buio del futuro e a considerare le trasformazioni del loro corpo, con le sue fatiche e i segni tangibili del tempo. Il gruppo di anziani, spinto dalle circostanze ad essere una “classe sociale”, sarà capace di rielaborarsi e reagire alle provocazioni, per ritrovare un senso essenziale nelle cose entro lo scadere dell’ora? Per loro è una occasione inattesa e insieme irripetibile per ragionare e sentirsi scorrere dentro il senso della lentezza.

ELOGIO DELLA FUGA

 

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Regia e drammaturgia: Alberto Cavalleri
Ass. regia: Vidoolah Mootoosamy
Musiche dal vivo: Gianni Parodi
Foto: Ananke Arts
Produzione: Ananke Arts

Tre giovani percorrono le rotte dell’immigrazione verso l’Italia, partendo da regioni diverse dei Balcani. Le loro vite, occasionalmente, si incontrano. Necessità di sfamarsi, necessità di scrivere ciò che sta accadendo, necessità di dormire, di scaldarsi, di confortarsi con una canzone, di sdraiarsi a terra, di fare l’amore, di guardare il terreno mutevole del viaggio: sono le tessere di una fuga che non disdegna il treno, il traghetto, l’autostop, un tratto a piedi lungo la strada.

Si sta in equilibrio su se stessi, sapendo di essere persone invisibili. Per i tre giovani l’arrivo, il finisterrae, è l’Italia, mentre molte partenze e continue identità vengono abbandonate. Corro, vado, scappo come posso, torno solo se voglio, vado oltre la frontiera, affondato nelle mie scarpe, come in una barca forata…