
IL SORRISO DELLA SCIMMIA
Drammaturgia: Nalini Vidoolah Mootoosamy
Regia: Alberto Cavalleri
Con: Yudel Collazo, Mayil Georgi, Lucia Limonta, Paris Pesantes Morán, Pierluigi Rotondo
Produzione: Ananke Arts
Una famiglia indo-mauriziana si prepara a un momento decisivo: il conferimento della cittadinanza al Padre. Quella che dovrebbe essere una festa si trasforma però in un banco di prova carico di tensione, dove emergono fragilità, paure e contraddizioni legate al sentirsi stranieri in Italia.
Al centro c’è il figlio Raoul, diviso tra il bisogno di sostenere la famiglia e il peso di un’identità che fatica a riconoscersi. La somiglianza con il padre diventa per lui il segno di una condizione che percepisce come limite. Tra presenze destabilizzanti e difficoltà linguistiche, la famiglia si muove in uno stato di “bambinanza”: fragile, sospesa, ancora in cerca del proprio posto nel mondo. .
© Foto di Alberto Cavalleri

ELOGIO DELLA LENTEZZA
Regia : Alberto Cavalleri
Drammaturgia: Vidoolah Mootoosamy
In collaborazione con: Daniela Airoldi Bianchi - Teatro Officina
Produzione: Ananke Arts / Teatro Officina
In un piccolo teatro dismesso, sospeso fuori dal tempo, un gruppo di anziani viene convocato per partecipare a un misterioso “Regeneration Program”. In un’ora devono seguire una serie di istruzioni provocatorie e irriverenti, impartite da un beffardo distributore automatico.
Le prove li costringono a confrontarsi con se stessi: con la propria forza e fragilità, con il corpo che cambia e con l’ombra del futuro. Spinti a riconoscersi come una vera e propria “classe”, gli anziani sono chiamati a reagire, a rimettersi in gioco, a trovare un senso essenziale prima che il tempo scada.
Un’occasione inattesa e irripetibile per fermarsi e riscoprire, dentro la lentezza, il valore del vivere.
© Foto di Dario De Falco

ELOGIO DELLA FUGA
Regia e drammaturgia: Alberto Cavalleri
Assistente regia: Vidoolah Mootoosamy
Musiche dal vivo: Gianni Parodi​
Produzione: Ananke Arts
Tre giovani attraversano le rotte dell’immigrazione dai Balcani verso l’Italia. Partono da luoghi diversi, ma le loro vite si sfiorano lungo il viaggio, fatto di tappe precarie e bisogni essenziali: mangiare, dormire, scaldarsi, scrivere, cantare, amarsi.
Tra treni, traghetti, autostop e lunghi tratti a piedi, avanzano in equilibrio su se stessi, consapevoli della propria invisibilità. Ogni passo li avvicina a un approdo che è anche una perdita: l’Italia come meta, mentre alle spalle si lasciano identità, origini, frammenti di sé.
Un viaggio urgente e fragile, in cui si corre, si resiste, si attraversano confini — con i piedi affondati nelle scarpe, come in una barca che fa acqua
© Foto di Nalini Vidoolah Mootoosamy

